Mentre i romani sono in attesa di vedere se nevicherà
davvero sulla Capitale nei prossimi giorni e se la città eterna si bloccherà di
nuovo come durante la nevicata dell’anno scorso, ecco un modo di
guardare i candidi fiocchi di neve da un altro punto di vista, quello del
fotografo russo Andrew Osokin.
Siete abituati a pensare ai fiocchi di neve come a dei piccoli,
soffici e romantici batuffoli che scendono dal cielo e vi fanno tornare
bambini? Le fotografie di Andrew Osokin dimostrano che la neve in realtà è
composta da minuscoli cristalli perfetti e dalle meravigliose forme
geometriche, un inaspettato mondo di microscopiche strutture di ghiaccio che trasformano
il romanticismo di una nevicata in una curiosa e insolita esplorazione oltre le
apparenze.
Sebbene fra l’Ottocento e il Novecento già un contadino
americano, Wilson Bentley, abbia fotografato i cristalli di neve documentandone
l’incredibile varietà e complessità di forme, le immagini ad altissima
risoluzione di Andrew Osokin mostrano i cristalli di neve immersi nei colori
dell’ambiente naturale in cui si posano e ci avvicinano a come realmente è la
natura vista con occhi diversi, cioè sorprendente.
Sembrano sculture finemente intagliate da mani esperte o
gioielli cesellati da incredibili talenti artistici. In realtà, i fiocchi di
neve sono strutture di cristalli esagonali gli uni diversi dagli altri che si
formano attraverso un processo molto lento. Se la bassa temperatura congela semplicemente
l’acqua portando al nevischio, per ottenere la neve è necessario il verificarsi
di un processo particolare chiamato sottoraffreddamento. Quando la temperatura
scende al di sotto del valore di congelamento dell’acqua, le minuscole gocce
possono rimanere allo stato liquido fino a quando incontrano del pulviscolo
atmosferico che rompe l’equilibrio e così, intorno ad esso, inizia a formarsi un
cristallo. Questo assumerà forme diverse in base alla temperatura presente: a -5°C, ad esempio, sono tipici
i cristalli a forma di ago, a -15°C,
invece, si ottiene la peculiare forma a stella che si ritrova nelle cartoline
natalizie. L’incontro con nuove gocce d’acqua, con correnti di aria fredda o
calda e l’umidità presente, poi, contribuiscono a far crescere e scolpire ulteriormente
i cristalli di neve.
Quando poi l’uomo si mette in testa di imitare la natura, i
risultati sono solo apparentemente uguali, anzi, a uno sguardo più attento
risultano spesso proprio deludenti. Ecco una triste immagine di cristalli di
neve artificiale:
Qual è la vostra immagine preferita? La mia quella del cristallo a forma di ago che sembra la spada nella roccia
RispondiEliminaBello quello!
EliminaLa mia è quella accanto al cristallo a forma di ago! Il classico fiocco di neve che ha un fascino geometrico unico!
RispondiEliminaINTERESSANTE L'ARGOMENTO SUI CRISTALLI DI GHIACCIO
RispondiEliminaGrazie Luca!
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