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16 gennaio 2013

Romantici fiocchi di neve o spettacolari cristalli geometrici?

Photo credits www.lensart.ru


Mentre i romani sono in attesa di vedere se nevicherà davvero sulla Capitale nei prossimi giorni e se la città eterna si bloccherà di nuovo come durante la nevicata dell’anno scorso, ecco un modo di guardare i candidi fiocchi di neve da un altro punto di vista, quello del fotografo russo Andrew Osokin.

Photo credits www.lensart.ru

Siete abituati a pensare ai fiocchi di neve come a dei piccoli, soffici e romantici batuffoli che scendono dal cielo e vi fanno tornare bambini? Le fotografie di Andrew Osokin dimostrano che la neve in realtà è composta da minuscoli cristalli perfetti e dalle meravigliose forme geometriche, un inaspettato mondo di microscopiche strutture di ghiaccio che trasformano il romanticismo di una nevicata in una curiosa e insolita esplorazione oltre le apparenze.

Photo credits www.snowflakebentley.com

Sebbene fra l’Ottocento e il Novecento già un contadino americano, Wilson Bentley, abbia fotografato i cristalli di neve documentandone l’incredibile varietà e complessità di forme, le immagini ad altissima risoluzione di Andrew Osokin mostrano i cristalli di neve immersi nei colori dell’ambiente naturale in cui si posano e ci avvicinano a come realmente è la natura vista con occhi diversi, cioè sorprendente.

Photo credits www.lensart.ru

Sembrano sculture finemente intagliate da mani esperte o gioielli cesellati da incredibili talenti artistici. In realtà, i fiocchi di neve sono strutture di cristalli esagonali gli uni diversi dagli altri che si formano attraverso un processo molto lento. Se la bassa temperatura congela semplicemente l’acqua portando al nevischio, per ottenere la neve è necessario il verificarsi di un processo particolare chiamato sottoraffreddamento. Quando la temperatura scende al di sotto del valore di congelamento dell’acqua, le minuscole gocce possono rimanere allo stato liquido fino a quando incontrano del pulviscolo atmosferico che rompe l’equilibrio e così, intorno ad esso, inizia a formarsi un cristallo. Questo assumerà forme diverse in base alla temperatura presente: a -5°C, ad esempio, sono tipici i cristalli a forma di ago, a -15°C, invece, si ottiene la peculiare forma a stella che si ritrova nelle cartoline natalizie. L’incontro con nuove gocce d’acqua, con correnti di aria fredda o calda e l’umidità presente, poi, contribuiscono a far crescere e scolpire ulteriormente i cristalli di neve.

Photo credits www.lensart.ru

Quando poi l’uomo si mette in testa di imitare la natura, i risultati sono solo apparentemente uguali, anzi, a uno sguardo più attento risultano spesso proprio deludenti. Ecco una triste immagine di cristalli di neve artificiale:

Photo credits www.repubblica.it

5 commenti:

  1. Qual è la vostra immagine preferita? La mia quella del cristallo a forma di ago che sembra la spada nella roccia

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  2. La mia è quella accanto al cristallo a forma di ago! Il classico fiocco di neve che ha un fascino geometrico unico!

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  3. INTERESSANTE L'ARGOMENTO SUI CRISTALLI DI GHIACCIO

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